Parrocchia San Magno VM

La Chiesa parrocchiale, situata al centro del Paese, è stata edificata nel 1750 su disegno dell'architetto Vanvitelli.

SAN MAGNO è il Santo patrono. Si festeggia il 19 Agosto.
Visse durante le persecuzioni romane, intorno al III secolo dopo Cristo. Convertito al Cristianesimo, donò tutti i suoi beni ai poveri. Per il suo fervore religioso fu eletto vescovo di Trani. Visse in odore di santità: guariva storpi e ammalati. Per sfuggire alle persecuzioni, che sempre più si accanivano contro di lui a causa della fama delle sue azioni, fu ramingo a Roma, a Fondi, ad Aquino, a Sora, a Pico, dove continuava a testimoniare il vangelo e a compiere miracoli, finché non fu ricercato dai soldati romani, per ordine dello stesso imperatore, e condotto al martirio. Il suo corpo fu sepolto prima a Veroli e poi ad Anagni, nella chiesa di Santa Maria.

L'eremita BUONO, era di Colle San Magno, ritenuto santo, dalla pietà popolare. Era nato a Cantalupo, "Sante Bone", così chiamato nell'idioma locale, e visse per lo più in una piccola "cella benedettina sita in quei pressi, oggi identificabile con la chiesa di S. Rocco, tra Cantalupo ed il Castello di Roccasecca. L'eremita Buono è ricordato per la sua vita di pietà e di devozione, per alcuni episodi che sanno di straordinario e di miracoloso, ma soprattutto perché viene riportato in molta letteratura medievale come il profeta di San Tommaso, avendo annunciato alla contessa Teodora, moglie del conte Landolfo d'Aquino, incinta, nel Castello di Roccasecca, che avrebbe avuto un figlio, a cui sarebbe stato dato il nome di Tommaso e che sarebbe stato dottore della chiesa, santo e famoso in tutto il mondo. L'eremita Buono fu sepolto, alla sua morte, nella Chiesa di San Pietro in Cantalupo; indi nella chiesa parrocchiale di San Magno, su a Colle. Buono era un pastore al servizio dei Conti di Aqùino, i cui possedimenti, in quel tempo, arrivavano fino oltre Roccasecca, compreso Colle San Magno e quindi Cantalupo. La memoria popolare di lui racconta molte storie e aneddoti miracolistici, ancorché non risulta che sia mai stata proposta causa di beatificazione. Tra gli altri racconti si ricorda quello della tentazione del demonio. Non volendo rinnegare la fede cristiana, il pio eremita era perseguitato dal maligno, che gli nascondeva il secchio sì da impedirgli l'approvvigionamento dell'acqua. Ma Buono non si scomponeva affatto, perché riusciva a tirar l'acqua dal pozzo con un cesto, facendola miracolosamente ghiacciare.

Un itinerario nella natura alla scoperta di un'antica tradizione
Il Lunedì dell'Angelo a Colle S. Magno:
Le antiche comuni origini di Colle S. Magno e Castrocielo hanno dato vita ad una singolare e suggestiva tradizione che gli abitanti delle due Comunità celebrano ogni anno nel giorno del Lunedì in Albis.
L'itinerario qui proposto, sebbene possa essere percorso in ogni periodo dell'anno, assume connotati assolutamente unici proprio nel giorno della Pasquetta. La natura incantata di primavera, fatta di paesaggi e di panorami mozzafiato, di verdissime vallate e di cime a tratti ancora candide, è il superbo palcoscenico su cui gli abitanti di Colle e quelli di Castrocielo si ritrovano annualmente nel sito dell'antica madrepatria: la vetta del monte Asprano.
Ancor prima dell'alba del predetto giorno da Castrocielo parte una Processione che faticosamente ascende e finalmente conquista la cima della montagna. Il percorso, estremamente diroccato, è costantemente allietato dai canti e dagli inni alla Madonna che i tanti devoti intonano incuranti delle fatiche del viaggio. La vallata che divide le balze verdeggianti del monte Serrone e il versante di sud-est dell'Asprano, con i suoi dirupi ed il suo aspetto selvaggio ancora oggi, diventa un enorme cassa armonica nel continuo e confuso riecheggiare delle voci festanti, e quasi trema, di tanto in tanto, del fragore dello sparo che sempre accompagna il cammino verso il monte.
Da Colle S. Magno, data la sua già elevata posizione, il sentiero che conduce in cima all'Asprano è molto più agevole e corto rispetto a quello proveniente da Castrocielo. Il fascino selvaggio dei paesaggi è però altrettanto grande, e i panorami affondano nel cuore del massiccio del monte Cairo, sulle cime erbose e tondeggianti del Cimarone a nord est, del Salere e di monte Obacchelle a est, e di monte Occhio a nord, per digradare lentamente fino a valle tra boschi di faggi, castagni, querce, carpini ed elci.
Quando ormai la processione da Castrocielo è giunta in cima, un'altra, da Colle, intraprende l'ascesa del monte Asprano. La montagna sovrastante Colle S. Magno è ormai piena di fedeli, turisti, escursionisti, pellegrini e quanti, d'ogni dove giunti, non vogliono perdersi l'emozionante attimo in cui le due Comunità si incontreranno. Ai loro occhi Colle S. Magno appare con tutte le sue case, un nido di tetti, con le sue strade, la sua piazza dagli alberi secolari. Tutt'intorno prati e villette, e ancora oltre le varie frazioni con gli antichi casolari, le aie, le cisterne.
Intanto, dal campanile della magnifica Chiesa dedicata a S. Magno, il suono delle campane si fonde con le note della banda musicale e l'atmosfera è quella inconfondibile di una grandiosa festa. In quarantacinque minuti circa la Processione proveniente da Colle guadagna la cima. La Comunità di Castrocielo scende il sentiero di qualche metro, con la bella Immagine della Madonna e lo stendardo, e i pochi istanti di attesa sembrano minuti, ore.
Alla vista dello stendardo in testa alla Processione proveniente da Colle l'emozione dei presenti è palpabile, le rispettive bande suonano all'impazzata, i fuochi d'artificio rimbombano assordanti. In pochi attimi le due popolazioni si fondono, tornano ad essere l'antica unica comunità del Monte Asprano.
In quest'attimo supremo le due Immagini della Madonna vengono fatte inchinare l'una verso l'altra quasi per scambiarsi un simbolico bacio. E' il sigillo che le due Comunità appongono sul loro sentimento di eterna e reciproca fratellanza. E' l'esempio e il messaggio che due piccoli Paesi, Colle S. Magno e Castrocielo, lanciano a tutti i popoli del mondo all'inizio del terzo millennio.

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